Tesseramento 2018

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Caro/a collega,

Forse mai come in questi mesi i dirigenti scolastici stanno vivendo una singolare situazione: da un lato, sono chiamati agli onori delle cronache – e spesso, purtroppo, delle piazze – come i nuovi “padroni” della scuola, dopo esserne stati per anni i capri espiatori. Dall’altro i sindacati sembrano divisi tra chi vuole una dirigenza amministrativa che ignora la specificità del ruolo di laeder educativo – che ogni buon dirigente scolastico dovrebbe saper esercitare – e chi semplicemente vorrebbe tornare al vecchio ruolo direttivo in nome di una democrazia collegiale di cui sperimentiamo da anni l’inefficienza.

Intanto, piovono sul loro capo sempre nuove incombenze, di cui alcune francamente improprie come quelle che assimilano il dirigente al datore di lavoro, ignorando le competenze che la legge attribuisce ad altri (un esempio fra tutti, ma non è il solo: la questione della sicurezza).

Paradossalmente, proprio la discussione sulla “Buona scuola” ha messo in evidenza le contraddizioni di un sistema programmaticamente fondato sull’autonomia ma in cui le decisioni davvero esercitate dalle singole istituzioni risultano, alla fine, pochissime. E quelli che vivono più lucidamente questa situazione sono i neo-dirigenti, spesso usciti da vicende concorsuali al limite del grottesco ma ben consapevoli dell’influenza decisiva che hanno sulla qualità della scuola le loro competenze professionali, da quelle organizzative a quelle amministrative, ma anche pedagogiche e didattiche.

D’altronde in questi anni stiamo assistendo (verrebbe da dire: finalmente!) ad un ricambio generazionale rapido ed esteso. Chi assume oggi il ruolo di dirigente non ha più riferimenti politici o sindacali indiscutibili e ambisce piuttosto uscire dalla solitudine a cui spesso condannano la difficoltà delle norme, l’insufficienza plateale dell’Amministrazione e l’incomprensione della pubblica opinione, attraverso la costruzione di nuovi ambiti di confronto e iniziativa forti, privi di pregiudiziali ideologiche ma ancorati ad una visione non rinunciataria della professionalità.

Per questo l’ANDIS – la più antica associazione dei dirigenti, forse l’unica ad aver conservato una caratteristica associativa senza cedere a suggestioni para-sindacali di scarsa credibilità e ancor minori risultati – vede molto positivamente il tentativo dei nuovi dirigenti di trovare momenti di discussione autonomi, fondati su una analisi molto pragmatica della situazione in cui oggi si trovano le scuole e sulla necessità di rilanciare in maniera forte l’autonomia e, al suo interno, il ruolo del dirigente.

Non si tratta di enfatizzare la “managerialità aziendale”, anche se certo caratteristiche manageriali sono oggi richieste a chi gestisce sistemi complessi come sono gli istituti sia del primo sia del secondo ciclo, ma di non lasciare che le funzioni di indirizzo siano confuse con quelle di gestione. Le prime appartengono sicuramente alla comunità scolastica nel suo rapporto con le norme statali; le seconde non possono non appartenere al Dirigente, che risponde al tempo stesso all’Amministrazione di cui fa parte e alla comunità scolastica, i cui bisogni interpreta organizzando le risorse per rispondervi. Di questo sono perfettamente consapevoli anche gli insegnanti che chiedono al dirigente di esercitare in maniera efficace e trasparente il suo ruolo.

Per far questo non basta essere individualmente “bravi”: occorre il supporto di un ambito associativo capace di elaborare risposte adeguate ad una realtà in continua trasformazione.

L’ANDIS vive con chiarezza l’ esigenza di mettere insieme l’esperienza dei soci già da tempo iscritti con l’intelligenza e la freschezza dei nuovi dirigenti che non vogliono precocemente rassegnarsi ad un pura e peraltro sempre più problematica esecuzione di adempimenti burocratici. Per questo non basta la pur necessaria comunicazione on line ma occorre la concretezza di una elaborazione capace di intervenire sulle questioni proponendo soluzioni.

Ci permettiamo perciò, caro collega, di invitarti a prendere o a rinnovare la nostra tessera (troverai le necessarie indicazioni operative nell’apposita pagina Iscrizione online  a partecipare attivamente ai diversi momenti da noi organizzati (tavoli di lavoro, seminari, incontri con l’Amministrazione, convegni nazionali ed internazionali), a fare insomma dell’Andis la tua l’Associazione, per vivere da protagonista questa stagione così difficile ma anche così intensa. E, da ultimo ma non per ultimo, per ritrovarti tra amici…

Cordialmente

Il presidente regionale ANDiS Lombardia

Renata Rossi